DIALISI: COS'E'

La dialisi è un processo per la rimozione delle tossine direttamente dal sangue (emodialisi) oppure indirettamente mediante il liquido peritoneale (dialisi peritoneale) utilizzando come filtro la  membrana peritoneale che è un “involucro” che avvolge gli organi della cavità addominale.

In corso di dialisi è possibile andare incontro a malnutrizione.

Le cause possono essere:

  • inadeguata introduzione di nutrienti. La nausea e la alterata percezione del gusto che rappresentano sintomi frequenti possono indurre riduzione dell’appetito nel paziente dializzato ;
  • malattie concomitanti: spesso i pazienti dializzati presentano altre malattie  croniche (es. patologie autoimmuni, cardiopatie) od acute che portano ad uno stato catabolico con aumentato fabbisogno energetico e di nutrienti ma ridotto introito alimentare;
  • rimozione, attraverso la dialisi, di nutrienti fondamentali come aminoacidi e proteine, perdita di vitamine del gruppo B (B1 B2 B6), acido ascorbico e acido folico;
  • aumento dei livelli di fosforo nel sangue (iperfosforemia) che è un’importante problema in corso di dialisi

Scopo  della dieta durante l’emodialisi:

  • limitare l’apporto di potassio, fosforo, sodio,  liquidi
  • apportare  i nutrienti che si perdono durante il trattamento dialitico come vitamine, sali minerali, proteine
  • prevenire la malnutrizione
  • mantenere un buono stato nutrizionale

 

Raccomandazioni dietetiche:

L’alimentazione ha un ruolo importante in tutte le fasi dell’insufficienza renale cronica (vedi anche scheda “Insufficienza renale”).

Il trattamento dialitico influenza i fabbisogni di nutrienti; l’intervento dietetico ha lo scopo di limitare l’assunzione di alcuni nutrienti specifici per evitarne l’accumulo e allo stesso tempo deve soddisfare le richieste energetiche e nutrizionali.

L’alimentazione ha la funzione di nutrire l’organismo ma anche di migliorare la qualità di vita del soggetto in dialisi, permettendo di ridurre alcuni dei sintomi ad essa associati quali stanchezza, crampi, insonnia.

Nel soggetto in dialisi il controllo dei fluidi corporei è importante per controllare la pressione arteriosa, il buon funzionamento dell’apparato cardio-respiratorio e per tollerare meglio la seduta emodialitica.

I cardini della dieta di una persona in dialisi sono:

  • corretto apporto di proteine
  • controllo dell’assunzione di liquidi
  • controllo dell’assunzione di sali minerali come sodio, potassio, calcio e fosforo.

Per la gestione ottimale della persona in emodialisi è opportuno che il paziente sia seguito da un dietista esperto col supporto di un team motivato per assicurare il raggiungimento e/o il mantenimento di uno stato nutrizionale soddisfacente.

Pertanto quelle di seguito fornite rappresentano solo indicazioni di massima – basate sulle Linee-Guida Italiane delle Società di Nefrologia e di Dietetica e Nutrizione Clinica

La loro applicazione è da limitare ai soli casi in cui non vi sia la possibilità di essere seguiti da un dietista all’interno del team nefrologico. Questi consigli dovranno essere tassativamente approvati ed adattati alla situazione individuale da parte del Nefrologo Curante.

ENERGIA

Il fabbisogno energetico in emodialisi non cambia rispetto al fabbisogno di un soggetto sano; è comunque determinante per mantenere positivo il bilancio dell’azoto. Tutte le Linee Guida concordano nello stabilire di introdurre 35 Kcal/Kg di peso ideale, ridotte a 30 Kcal/Kg di peso ideale se il soggetto ha più di 60 anni o se è sedentario.

PROTEINE

A differenza di quanto raccomandato nei pazienti con insufficienza renale non in trattamento dialitico, l’apporto proteico nel paziente dializzato non deve essere limitato (fatta salva la limitazione dell’apporto di fosforo – vedi sotto). L’apporto proteico necessario per garantire un bilancio azotato positivo o in pareggio deve essere di circa 1-1,2 grammi di proteine per Kg di peso ideale. Il 50% delle proteine assunte con la dieta deve essere di origine animale (carne, salumi, pesce, uova, formaggi).

FOSFORO

Mangiando alimenti di origine proteica si assume una certa quantità di fosforo che deve invece essere controllato. Un aumento del fosforo stimola anche l’ aumento di calcio nel sangue che il nostro organismo ““ruba” dalle ossa rendendole più fragili. Gli alimenti ricchi in fosforo a cui dobbiamo fare maggiore  attenzione sono  i formaggi quali asiago, caciotta stagionata, caciocavallo, ma contengono fosforo anche il germe di grano, il pesce (soprattutto il tonno fresco) ed i legumi secchi. Prestare attenzione anche ai cibi dell’industria o delle catene di fast food perchè i processi produttivi adottati prevedono l’uso non dichiarato di additivi contenenti sali fosfati per esaltare i sapori e prolungare la conservazione degli alimenti precotti.

POTASSIO

Anche il potassio è un sale minerale che deve essere assunto in quantità limitate. Se in eccesso può provocare aritmie cardiache; sono possibili perdite di potassio con le feci durante il periodo di dialisi. Cibi ricchi in potassio sono: la frutta secca, i semi oleosi, la frutta fresca in particolare banana, ribes, kiwi, le patate, i legumi ma anche alcuni pesci come la sarda, la triglia, lo scorfano e alimenti come la cioccolata, oltre agli integratori. Un soggetto in dialisi deve tenere presente il contenuto in potassio degli alimenti senza però demonizzarli; è quindi importante stabilire una adeguata quantità e una corretta frequenza di assunzione di questi cibi. E’ preferibile a questo proposito assumere questi alimenti in piccole quantità e non associati nella stessa giornata. Gli ortaggi e le verdure bolliti in due acque, cioè cambiando acqua a metà cottura, perdono buona parte del loro contenuto in fosforo e potassio.

SODIO

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia per la popolazione, in generale, di non superare i 5 g di sale (cloruro di sodio) al giorno. Queste stesse indicazioni vanno bene anche per le persone che fanno dialisi. Si consiglia quindi di evitare alimenti molto ricchi in sale come il dado per brodo (vegetale o di carne), i sughi pronti, salse quali maionese, senape, ketchup, salsa di soia, prodotti conservati e trasformati, formaggi (ridurre la frequenza e la porzione nella settimana), salumi, insaccati, pesce in scatola, snack salati e merendine. Nella dieta iposodica (con poco sale) si consiglia di sostituire il sale con erbe aromatiche, spezie, aglio, cipolla per insaporire e rendere più appetibili le pietanze. Evitare l’uso di acqua minerale gassata e bevande ricche in sali.

ACQUA

L’apporto di liquidi e la loro eliminazione attraverso la dialisi sono importanti. Quando i reni sono malati non riescono ad eliminare in modo adeguato i liquidi che introduciamo con gli alimenti (zuppe, minestre, frutta, verdura, latte, tea, tisane, bevande in genere, gelato etc). Se questi rimangono nell’organismo provocano aumento di peso . aumento della pressione sanguigna, gonfiore alle gambe. Durante la seduta dialitica la rimozione rapida di liquidi può favorire un abbassamento della pressione, provocare crampi, aritmie etc. La quantità di acqua giornaliera concessa è di circa 500-600 ml ai quali va sommato l’equivalente eventualmente perso con le urine residue. Per evitare una sete eccessiva, si consiglia di vivere in ambienti non troppo caldi e asciutti e, per quantificare la quantità di liquidi che si assumono, si consiglia di bere sempre dalla stessa bottiglia

CONSIGLI UTILI PER QUANDO SI HA SETE O PER QUANDO SI HA LA BOCCA SECCA

  • succhiare una fetta di limone o tenere in bocca una caramella o masticare un chewing gum;
  • bere spesso piccole quantità di acqua nell’arco della giornata e non grandi quantità in poche volte (rispettare comunque la quantità giornaliera raccomandata);
  • preferire acqua fredda piuttosto che calda;
  • provare a spazzolarsi i denti.

ALIMENTAZIONE CORRETTA IN DIALISI:

La BDA-British Dietetic Association suggerisce in assenza di malnutrizione o di controindicazioni di promuovere stili alimentari corretti per quanto riguarda i macronutrienti (proteine, carboidrati e grassi), la fibra, il sodio.

Di seguito viene suggerita una tabella  per facilitare la composizione della giornata alimentare.

 

ALIMENTI

PORZIONE

(g)

FREQUENZE DI CONSUMO

Latte o Yogurt

125

1 porzione GIORNALIERA

Pasta/riso

100-120

1 porzione GIORNALIERA

Pane (preferibilmente toscano a ridotto tenore in sale)

50

2 porzioni GIORNALIERE

Prodotti da forno (es fette biscottate o crackers)

40

1-2 porzioni GIORNALIERE

Ortaggi e verdure cotte

80-100

 

2 porzioni GIORNALIERE

Verdura cruda (es insalata)

50

Patate

50

Legumi cotti

130

0-1 porzioni GIORNALIERE

Carne

100-120

 

1-2 porzioni GIORNALIERE

Pesce

130-150

Uova

N° 2

0-1 porzione GIORNALIERA

Affettati (es prosciutto crudo o cotto ..)

50

 

0-1 porzione SETTIMANALE

Formaggi freschi o

Formaggio stagionato

Ricotta

100

50

100-120

 

0-1 porzione SETTIMANALE

Frutta fresca

100

2 porzioni GIORNALIERE

Olio extra vergine di oliva

10

3-4 porzioni GIORNALIERE

 

Quindi:

Consumare tutti i giorni cereali e derivati perché ricchi di carboidrati che rappresentano una buona fonte calorica. Scegliere quelli raffinati e NON integrali in quanto hanno un  contenuto più basso di potassio.

Come fonte proteica alternare carne (3-4 porzioni a settimana) pesce (4-5 porzioni a settimana), uova (N° 2 a settimana), latticini (1-2 porzioni a settimana), affettati (0-1 porzione a settimana). I legumi sono una buona fonte proteica da associare ai cereali per ottenere un ottimo piatto unico (es pasta e fagioli,  1-2 volte a settimana) escludendo però altri  alimenti proteici all’interno dello stesso pasto. Se si  consuma  formaggio stagionato o affettato nelle quantità e frequenze consigliate, va comunque ridotta la quantità giornaliera di sale da cucina.  

Le porzioni e i quantitativi di questi alimenti devono essere rigorosamente rispettate per ottenere un buon controllo dei livelli di fosforo e di potassio nel sangue.

I prodotti vegetali (frutta e verdura) sono importanti per il loro contenuto in fibra e micronutrienti ma vanno assunti con moderazione per il loro contenuto in potassio. Non vanno affatto eliminate bensì assunte a porzioni dimezzate ad ogni pasto (esempio: mezza mela, mezza pera o N° 2 mandarini piccoli…). Sconsigliate solo l’anguria ed il melone sia per il contenuto in potassio che per una percentuale alta di  acqua.

L’acqua e le bevande in generale vanno assunte in quantità controllata secondo le indicazioni dello specialista. Il suo lavoro è integrato da quello del dietista che, oltre ad insegnare alla persona in trattamento dialitico il contenuto in acqua degli alimenti ed il contenuto in potassio e  fosforo, la aiuterà nella formulazione della corretat giornata alimentare.

Nota: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e possono richiedere adattamenti da parte del Medico Nefrologo sulla base della situazione clinica individuale

Autore: dietista Dott.ssa Marzia Formigatti, Laurea Specialistica in Qualità e Sicurezza Alimentazione Umana - Supervisione D.ssa Maria Letizia Petroni, Medico Nutrizionista

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE:

www.eatright.org  - sito web American Dietetic Association (ADA)

www.bda.uk.com/- sito British Dietetic Association (BDA)

www.sin-italy.org- sito web della Società Italiana di Nefrologia