Si parla di diverticolosi quando nelle pareti dell’intestino si formano delle piccole tasche, chiamate diverticoli. I diverticoli sono costituiti da aree della parte intestinale che si indeboliscono e cedono, formando alcuni piccoli sacchetti, il cui orifizio è rivolto verso il lume intestinale. Probabilmente lo sviluppo dei diverticoli è correlato ad un’alterazione della motilità intestinale, con un aumento locale della pressione, che  determina una fuoriuscita della mucosa nei punti più deboli. La porzione di intestino prevalentemente interessata dalla diverticolosi è il colon (soprattutto il sigma e il colon sinistro).
La maggior parte delle persone scopre di avere dei diverticoli in modo del tutto causale, nel corso di indagini radiologiche od endoscopiche del colon, effettuate per altre motivazioni. Infatti, molto spesso la diverticolosi è asintomatica, oppure caratterizzata da sintomi aspecifici, come meteorismo o alterazioni dell’alvo. In un numero limitato di persone, i diverticoli possono andare incontro a complicazioni, come:

  • Sanguinamento: se non viene diagnosticato tempestivamente, può causare anemizzazione e carenza di ferro.
  • 
Infiammazione, chiamata diverticolite. Può provocare dolori addominali molto importanti e, nei casi più gravi, perforazione intestinale con conseguente peritonite.

Quando i diverticoli non sono infiammati (fase di quiescenza) sarebbe bene seguire una dieta che favorisca una corretta funzionalità intestinale e protegga la mucosa intestinale dagli stimoli infiammatori.

Consigli nutrizionali per la diverticolosi:
Consumo di fibre in quantità adeguate (25-30 g al giorno), associato ad un corretto introito di liquidi. In questo modo, viene favorita la regolarità intestinale e si evita che le feci ristagnino a livello dei diverticoli, col rischio di provocarne l’infiammazione. Per garantire un corretto apporto di fibra e liquidi: Alimenti consigliati nella Diverticolosi        

a) Consumare almeno una porzione abbondante di verdura, sia a pranzo sia a cena.


b) Consumare circa tre frutti al giorno.


c) A cena, consumare un primo piatto in brodo o un minestrone di verdure (anche passato).


d) Alternare il consumo di cereali raffinati (pane, pasta, riso) agli analoghi integrali.

e) Bere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno (acqua, tisane, brodo)

f) Se necessario, utilizzare integratori alimentari a base di fibra in polvere.


Alimenti da Ridurre od Eliminare nella Diverticolosi:
Limitare il consumo di alcuni alimenti che possono depositarsi all’interno delle tasche dei diverticoli, causandone l’infiammazione. Evitare soprattutto:
a) Frutta e verdura con semini (pomodoro, fragole, kiwi, frutti di bosco…)


b) Verdure con fibre molto dure e filamentose (finocchi, carciofi, fagiolini…). Se si desidera assumerli, andrebbero consumati sminuzzati o centrifugati.


c) Evitare le bucce dei legumi. Consumare prevalentemente legumi passati o centrifugati.

Limitare il consumo di alimenti che possono irritare la mucosa intestinale, quali:
a) Alcolici e superalcoolici
b) Tè e caffè
c) Spezie piccanti (come pepe e peperoncino)
d) Cacao
e) Cibi molto grassi (come fritture, burro,lardo)

Consigli nutrizionali per la diverticolite:
La diverticolite è una complicanza importante che deve essere tenuta sotto stretto controllo medico. In questi casi, l’alimentazione deve essere sospesa ed è necessario ricorrere alla nutrizione artificiale.
Risoltasi la fase acuta, bisogna riprendere gradualmente la dieta.
Nei primi tempi, è bene prediligere una dieta liquida o semiliquida a tenore ridotto in fibra; successivamente, vanno reintrodotti gradualmente tutti gli alimenti. Quando si reintroducono frutta e verdura, è bene iniziare con banana, mela, zucchine, carote lesse, patate e centrifugati di frutta e verdura. Le diete povere in fibra e scorie andrebbero seguite solo per periodi di tempo limitati e sotto controllo medico.
In corso di un episodio infiammatorio e nelle settimane successive può verificarsi una temporanea intolleranza al lattosio. In questi casi, vanno eliminati temporaneamente dalla dieta gli alimenti ad alto contenuto di lattosio come latte, il burro, i formaggi freschi e in alcuni casi anche insaccati contenenti lattosio (come il prosciutto cotto ed i wurstel) ed i prodotti da forno contenenti lattosio (biscotti, merendine, torte…).
Se tollerati, possono essere assunti latte o latticini a basso tenore in lattosio, quali lo yogurt e alcuni formaggi, oppure, per non rinunciare agli importanti nutrienti del latte consumare Grana Padano D.O.P. che non contiene lattosio. Dopo alcune settimane dalla remissione dei sintomi, è possibile provare a reinserire con gradualità il latte o latticini con un normale contenuto di lattosio, in quanto l'intolleranza sopravvenuta può spesso risolversi. Per maggiori informazioni consultate la scheda: Intolleranza al lattosio e alimentazione.

Nota: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e possono richiedere adattamenti da parte del Medico sulla base della situazione clinica individuale
Autore: Dott.ssa Maria Letizia Petroni, medico nutrizionista clinico