Adolescenti che mangiano troppo

Gli adolescenti trascorrono sempre più tempo in attività sedentarie: guardano tanta TV, stanno molto al computer o sui social, e la ritualità del pasto è andata un po’ a perdersi. Scegliere cosa e quanto mangiare è un modo che i ragazzi utilizzano per essere più indipendenti ed acquisire autonomia. Questo atteggiamento si traduce spesso nel mangiare in modo incontrollato, senza fare caso a quello che si mangia, se sono cibi ricchi di zucchero, grassi o sale e, così facendo, i ragazzi aumentano di peso e sono più predisposti a malattie serie come obesità e diabete. Può essere molto difficile per i genitori convincere i propri figli a mangiare bene. Di questo parliamo oggi con la Dott.ssa Micaela Gentilucci, Dietista specializzata in alimentazione pediatrica.

Perché gli adolescenti tendono a mangiare tanto?

Durante l’adolescenza i ragazzi hanno bisogno di più calorie, cioè energia, rispetto agli adulti, quindi è perfettamente normale che mangino di più rispetto a quando erano bambini.
Bisogna però stare attenti ad alcune dinamiche, i ragazzi possono utilizzare il cibo come rifugio nei momenti di malessere, stress o tensione, questa si chiama “fame emotiva”, oppure può trattarsi di un disturbo alimentare e sfociare in malattie complesse da gestire.

Quali sono i sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata?

Un genitore deve osservare tutto, senza dare per scontato alcuni atteggiamenti del ragazzo o della ragazza che possono essere dovuti a un disturbo del comportamento alimentare se diventano abituali, ad esempio:

  • mangia molto più rapidamente del normale;
  • mangia grandi quantità di cibo senza avere realmente fame, quando invece dovrebbe essere già sazio;
  • mangia da solo o da sola per imbarazzo o vergogna di farsi vedere dagli altri mentre mangia;
  • ha un atteggiamento di chiusura verso gli altri e non ama stare in gruppo;
  • si veste con indumenti larghi e ha timore di specchiarsi;
  • si chiude in bagno per troppo tempo, in alcuni casi arrivano ad auto-indursi il vomito per il senso di colpa dopo le abbuffate;
  • passa troppo tempo su siti e soprattutto social a guardare le foto di ragazze o ragazzi ritenuti modelli estetici e a cercare informazioni sul contenuto calorico degli alimenti, sulle diete e sullo sport.

In questi casi, i genitori devono rivolgersi al pediatra o presso centri specializzati nel trattamento delle DCA (Disturbo del Comportamento Alimentare), che sono vere e proprie patologie.

  • Per verificare se vostro figlio o figlia ha un peso nella norma secondo gli indici dell’OMS, potete utilizzare questo strumento che misura l’Indice di Massa Corporea (o BMI). Il risultato che otterrete è una media che non può essere considerata una diagnosi precisa, quanto piuttosto uno spunto di riflessione sull’andamento della crescita, da verificare in seguito insieme al pediatra.

Cosa fare se l’adolescente mangia troppo

La cosa più importante è parlare con il ragazzo o la ragazza, spiegargli/le che conseguenze può avere il suo mangiare toppo e, cosa fondamentale, i genitori devono dare per primi il buon esempio. L’alimentazione varia ed equilibrata fa bene a tutta la famiglia.
È bene consumare almeno un pasto al giorno a tavola tutti insieme, raccontatevi le attività della giornata e chiacchierate senza distrazioni. Non accendete la tv e allontanate i telefoni, compresi quelli degli adulti.

Cosa fare con i ragazzi che amano il junk food

Se i ragazzi manifestano una maggiore propensione verso i cibi da fast food, provate a riprodurli in casa utilizzando però alimenti di qualità, come:

  • pane integrale;
  • carne come pollo o manzo magro o pesce fresco;
  • formaggi teneri oppure stagionati come il Grana Padano DOP. Questo formaggio è il più ricco di calcio tra quelli comunemente consumati, contiene proteine ad alto valore biologico, vitamine importanti come B2, B12, vitamina A e tanti minerali come fosforo e zinco. È una buona idea anche utilizzarlo per condire le pietanze al posto del sale.

Cercate di non assecondarli sempre nelle cattive abitudini e di imporre loro restrizioni eccessive che rischiano di essere rigettate a priori.


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