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Caratteristiche metaboliche nell’obesità e nelle persone con BMI normale nei Paesi industrializzati: un’analisi multicentrica di studi nazionali basati sulla popolazione.

Sono disponibili trattamenti efficaci per l’obesità e per l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, condizioni che mediano gli effetti cardiovascolari e renali dell’obesità. L’obiettivo dello studio era confrontare la pressione arteriosa, i livelli di colesterolo e l’utilizzo di farmaci antipertensivi e ipolipemizzanti nelle persone con obesità e normopeso, valutando se l’eccesso di rischio associato al BMI si sia ridotto nel tempo. Gli esiti principali erano la pressione arteriosa sistolica (SBP) media, il colesterolo non-HDL e il colesterolo HDL, oltre alla percentuale di partecipanti che assumevano farmaci antipertensivi e ipolipemizzanti. Sono stati utilizzati i dati di 110 indagini sanitarie condotte dal 1990 al 2024, comprendenti 978.425 partecipanti di età compresa tra 20 e 79 anni, provenienti dalle popolazioni nazionali di sette Paesi: Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Finlandia, Inghilterra e Stati Uniti. Sono stati analizzati i cambiamenti nel tempo di questi parametri nei partecipanti con BMI normale (20,0-<25,0 kg/m²) e le differenze rispetto a persone con obesità (separatamente per obesità di classe I: 30,0-<35,0 kg/m² e obesità di classe II e III: ≥35,0 kg/m²) o sovrappeso (25,0-<30,0 kg/m²). Il colesterolo non-HDL e la pressione arteriosa sistolica media sono diminuiti nel tempo, soprattutto nelle persone di età superiore ai 40 anni, con alcune eccezioni in specifici gruppi per sesso ed età in Thailandia. Considerando complessivamente tutti i Paesi, le fasce d’età e le categorie di sovrappeso e obesità, la differenza del colesterolo non-HDL rispetto alle persone con BMI normale si è ridotta di 0,05 mmol/L per decennio nelle donne e di 0,07 mmol/L negli uomini. Per la pressione arteriosa sistolica, la differenza rispetto al BMI normale si è ridotta di 0,7 mmHg per decennio nelle donne e di 0,6 mmHg negli uomini. La riduzione è stata maggiore nelle persone con obesità, soprattutto nelle forme di classe II e III, rispetto a quelle con BMI normale, determinando una progressiva convergenza dei fattori di rischio cardiovascolare tra persone con obesità e normopeso, in particolare dopo i 40 anni. In Inghilterra, Stati Uniti, Thailandia, Corea del Sud e Giappone, le persone anziane con obesità sono diventate frequentemente simili o addirittura più favorevoli rispetto a quelle con BMI normale per quanto riguarda il colesterolo non-HDL e la pressione arteriosa sistolica. Parallelamente, è aumentato maggiormente l’utilizzo di farmaci ipolipemizzanti e antipertensivi nelle persone di mezza età e anziane con obesità rispetto a quelle con BMI normale. L’aumento dell’utilizzo di farmaci ipolipemizzanti rispetto al BMI normale è stato di circa 1,5 punti percentuali per decennio nelle donne e 1,6 punti percentuali negli uomini. Per i farmaci antipertensivi, l’aumento è stato di 0,7 punti percentuali per decennio nelle donne e 2,0 punti percentuali negli uomini. Il colesterolo HDL, invece, è aumentato maggiormente nelle persone con BMI normale rispetto a quelle con obesità, determinando una maggiore differenza tra i gruppi. Nei soggetti di età inferiore ai 40 anni, il divario tra persone con obesità o sovrappeso e quelle con BMI normale è cambiato poco; inoltre, i giovani adulti ricevevano raramente trattamenti per il colesterolo elevato o la pressione alta, indipendentemente dal BMI. Interpretazione: Nei Paesi industrializzati, negli adulti anziani con obesità la pressione arteriosa e il colesterolo non-HDL stanno diventando sempre più simili a quelli delle persone con BMI normale. Il maggiore utilizzo di farmaci antipertensivi e ipolipemizzanti potrebbe aver contribuito a questa convergenza, sebbene l’entità del fenomeno vari tra i diversi Paesi. Tuttavia, i giovani adulti con obesità continuano a presentare un rischio metabolico maggiore rispetto ai coetanei normopeso.

Fonte

NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC). “Metabolic traits in obesity and normal BMI in industrialised countries: a multi-country analysis of national population-based studies.” Lancet. 2026 Jul 25;408(10552):325-347. doi: 10.1016/S0140-6736(26)00758-0. Epub 2026 Jul 1.