La malattia di Parkinson (PD) è un disturbo neurodegenerativo caratterizzato principalmente dalla perdita di neuroni dopaminergici nella substantia nigra. Sebbene la maggior parte dei casi sia sporadica, vi sono crescenti evidenze di un legame tra la PD e disfunzioni metaboliche come il diabete mellito di tipo 2, l’obesità e la sindrome metabolica. I meccanismi patogenetici proposti alla base di questa sovrapposizione includono la resistenza all’insulina e l’infiammazione cronica. Modelli simili di danno cellulare sono osservati sia nei disturbi metabolici che nella PD, tra cui disfunzione mitocondriale, alterata autofagia, stress ossidativo, stress del reticolo endoplasmatico e alterazioni del microbiota intestinale. Data l’attuale mancanza di terapie in grado di modificare il decorso della PD, cresce l’interesse verso interventi tradizionalmente utilizzati per trattare le condizioni metaboliche, come modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione. In particolare, farmaci antidiabetici come la metformina e i mimetici dell’incretina hanno mostrato effetti benefici nella PD grazie alle loro proprietà neuroprotettive e antinfiammatorie, alla capacità di ripristinare la sensibilità all’insulina e al ruolo nella riduzione della suscettibilità neuronale agli insulti tossici, come dimostrato in studi preclinici e clinici. Al contrario, farmaci tradizionalmente antiparkinsoniani come la bromocriptina sono da tempo approvati per migliorare il controllo glicemico nel diabete. Questa efficacia incrociata tra farmaci utilizzati per le due condizioni potrebbe supportare indirettamente l’ipotesi di una patogenesi condivisa. Una comprensione più approfondita delle connessioni tra disturbi metabolici e PD potrebbe aprire la strada a nuove strategie preventive e terapeutiche.
Invernizzi F, Ciocca L, Contaldi E, Inverso D, Calandrella D, Mignone F, Barichella M, Isaias IU, Pezzoli G. “ Metabolic Parkinson's disease.” Front Aging Neurosci. 2025 Oct 10;17:1665957. doi: 10.3389/fnagi.2025.1665957. eCollection 2025.