Sindrome metabolica e sovrappeso: latticini non colpevoli, anzi utili

Sulla base di alcuni studi osservazionali era stata ipotizzata una possibile relazione tra il consumo di prodotti lattiero-caseari negli adulti e l’induzione di infiammazione sistemica di basso grado. Poiché proprio l’infiammazione sistemica di basso grado, con incremento dei livelli di proteina C-reattiva e TNF-alfa (Tumor Necrosis Factor alfa), è considerata un fattore chiave nello sviluppo di malattie metaboliche (diabete, obesità, aterosclerosi) e cardiovascolari (ipertensione e cardiopatia ischemica), una review di ricercatori canadesi ha rivalutato l’eventuale correlazione tra assunzione di latte e derivati e infiammazione sistemica di basso grado prendendo in considerazione solo ricerche di alta qualità metodologica, ossia solo i trial randomizzati e controllati.
Sono stati identificati otto studi di intervento nutrizionale condotti su soggetti sovrappeso e obesi: quattro di questi non hanno rilevato alcuna correlazione, mentre gli altri quattro hanno invece rilevato un miglioramento dei biomarker infiammatori proporzionale al consumo di latte e derivati.
I ricercatori concludono quindi che latte e derivati non solo non esercitano alcun effetto negativo sugli indici di infiammazione sistemica in soggetti sovrappeso e obesi, ma che vi potrebbe al contrario esserci un effetto positivo (e cioè antinfiammatorio), anche se i dati disponibili non sono ancora sufficienti ad affermarlo con certezza.
Un'altra ricerca presentata nel 2012 al meeting annuale della Società Europea sull'Ipertensione e condotta dal gruppo di Giuseppe Crippa, direttore dell’unità di ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, ha dimostrato che la somministrazione di 30 g di Grana Padano (senza alterare l'apporto calorico totale) a 45 soggetti ipertesi per due mesi che non assumevano farmaci ha evidenziato una riduzione statisticamente significativa (dai 7 agli 8 mmHg) della pressione sistolica e diastolica nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo. Il Grana Padano DOP contiene infatti tripeptidi ad effetto ipotensivo per azione simile a quella degli ACE-inibitori. L'apporto di sodio e di colesterolo - comunque ridotto rispetto a quello di altri formaggi semigrassi - non sembra quindi né influenzare l'efficacia ipotensiva né indurre modifiche nei livelli di LDL-colesterolo dei soggetti trattati. La riduzione di pressione arteriosa ottenuta è nell'ordine di quella ottenuta con il trattamento farmacologico e superiore a quelli ottenuti con la sola restrizione del sodio alimentare.

Fonte: Impact of dairy products on biomarkers of inflammation: a systematic review of randomized controlled nutritional intervention studies in overweight and obese adults. Labonté MÈ, Couture P, Richard C, Desroches S, Lamarche B.
Am J Clin Nutr. 2013 Apr;97(4):706-17.-Dietary Integration with Grana Padano cheese effectively reduces blood pressure in hypertensive patients. Crippa G, Bosi M, Casi L, et al. J Hypertension 2012; 30 (e-Supplement A): e376.