La cannella può curare il diabete?

La cannella è una spezia ricavata dalla corteccia interna dell’omonimo albero, tanto apprezzata in cucina per le sue proprietà aromatiche e il suo caratteristico sapore esotico. Poiché è particolarmente ricca di antiossidanti, alcune persone la considerano un ottimo rimedio naturale per molti disturbi e patologie dell’organismo. L’uso della cannella come integratore alimentare ha origini molto antiche nella medicina cinese e in quella tradizionale: ancora oggi ne viene consigliata l’assunzione per combattere disturbi gastrointestinali, infezioni batteriche ma, soprattutto, per regolare la glicemia nelle persone che soffrono di diabete mellito di tipo II. Si pensa infatti che questa spezia abbia delle proprietà ipoglicemizzanti, che sia in grado di rallentare lo svuotamento gastrico e ridurre l’aumento del glucosio (zucchero del sangue) subito dopo i pasti. Tuttavia, studi recenti effettuati su un grande numero di persone hanno evidenziato risultati contrastanti circa l’effetto della cannella sui livelli di glicemia rispetto a quanto sembravano indicare studi preliminari del passato. In più, non vi è l’indicazione sulle dosi e sulla durata dell’assunzione affinché l’uso della spezia possa dare dei risultati. Il diabete va quindi trattato con terapie consolidate, secondo le indicazioni del proprio medico. Pertanto, la convinzione che la cannella curi il diabete è priva di fondamenta scientifiche.

La verità scientifica:

  • Spezie e antiossidanti
    La cannella e le altre spezie (es. zenzero, zafferano, pepe, curcuma, noce moscata, cumino, etc.) contengono molti antiossidanti, cioè molecole protettive che combattono i radicali liberi. Questi ultimi sono nemici della salute e della bellezza poiché, danneggiando le cellule dell’organismo, peggiorano la funzionalità di organi e sistemi facendoli “invecchiare” precocemente, pelle inclusa. Assumere frequentemente gli antiossidanti dagli alimenti rafforza la protezione delle cellule senza il rischio di incorrere in dosi dannose, come potrebbe invece accadere utilizzando alcuni integratori in commercio.
     
  • Quante spezie ed erbe aromatiche per un effetto benefico?
    Oltre alla cannella utilizzata in molte preparazioni dolci, nelle ricette della tradizione italiana si utilizzano spesso le erbe aromatiche (es. basilico, prezzemolo, salvia, peperoncino, aglio, rosmarino, etc.) che, in 100 g di alimento, contengono anch’esse ottime quantità di antiossidanti rispetto ad altri cibi. Tuttavia, essendo generalmente utilizzate solo per insaporire le pietanze, se ne usano pochi grammi, il cui apporto di antiossidanti è ininfluente per la salute. Per godere a pieno dei benefici che spezie e aromi ci regalano bisognerebbe usarle in abbondanza tutti i giorni. Per ricevere gratuitamente una dieta ricca di antiossidanti e sostanze protettive iscriviti a questo programma!
     
  •  Spezie e aromi al posto del sale
    Spezie ed erbe aromatiche sono utili anche per sostituire il sale nelle preparazioni e ridurre così l’apporto di sodio giornaliero, che non dovrebbe superare i 2 g al giorno (un cucchiaino). Un altro modo per ridurre il sale è utilizzare al suo posto il Grana Padano DOP grattugiato che, oltre a ottime quantità di calcio, proteine ad alto valore biologico (inclusi i 9 aminoacidi essenziali) e vitamine del gruppo B (B2 e B12), apporta buone quantità di antiossidanti come la vitamina A, zinco e selenio.

Ricorda:
Attualmente non esistono solide basi scientifiche a supporto dell’uso sistematico di preparati a base di cannella per curare il diabete.

Collaborazione scientifica Dott.ssa Carolina Poli, dietista specializzata in Alimentazione e Nutrizione Umana.