Cosa mangiare con la gastrite

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Cos’è la gastrite?

Ne sentiamo parlare spesso e da chiunque, ma precisamente, cos’è la gastrite?
La gastrite è un’infiammazione della mucosa dello stomaco, il rivestimento che protegge l’organo dall’azione dei succhi gastrici. Quando questa barriera si danneggia, lo stomaco diventa più vulnerabile e compaiono disturbi digestivi. La malattia può presentarsi in diverse forme: gastrite acuta o cronica.

La gastrite acuta è caratterizzata da lesioni erosive o emorragiche. Le principali cause della gastrite cronica sono l’abuso di alcol, l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’aspirina, situazioni di forte stress e il fumo.

La gastrite cronica, invece, è caratterizzata da arrossamenti, erosioni e perdita delle normali pieghe della mucosa. La principale causa della gastrite cronica è l’infezione da Helicobacter pylori, un batterio molto diffuso, diagnosticabile anche con test non invasivi come il breath test o l’analisi delle feci. Può essere non atrofica o atrofica, interessare diverse parti dello stomaco ed essere associata all’ulcera peptica.

Sintomi gastrite: i segnali e la diagnosi

I sintomi della gastrite sono molteplici.
Nel caso della gastrite cronica, si presenta più frequentemente nella popolazione adulta, soprattutto dopo i 45 anni. In alcuni casi la gastrite non provoca sintomi, mentre in altri si manifesta con bruciore o dolore allo stomaco, nausea, vomito, digestione difficile, gonfiore, aerofagia, riduzione dell’appetito, alitosi, sapore amaro in bocca e reflusso gastroesofageo.

Il dolore da gastrite può comparire a digiuno, durante i pasti o dopo aver mangiato, causando sazietà precoce e senso di pienezza. Spesso migliora con l’assunzione di cibo, ma può anche peggiorare in seguito.

Una forma più insidiosa è la gastrite atrofica, che può non dare sintomi evidenti e ritardare la diagnosi. In questi casi aumenta il rischio di carenza di vitamina B12, presente soprattutto negli alimenti di origine animale.

Nelle forme acute legate a farmaci, alcol o stress, i principali sintomi della gastrite acuta sono dolore epigastrico (il dolore alla bocca dello stomaco) e sanguinamento. La diagnosi definitiva si basa sull’esame istologico di un campione di mucosa prelevato tramite gastroscopia.

Alimentazione per la gastrite: linee guida generali

Non esiste una dieta universale per la gastrite , ma una dieta equilibrata può ridurre la secrezione acida e alleviare i sintomi. È importante imparare ad ascoltare il proprio corpo e riconoscere gli alimenti che peggiorano il disturbo, soprattutto nelle ore successive ai pasti.

Ascoltiamo i consigli della Dott.ssa Laura Iorio che ci parla di cosa mangiare con la gastrite:“È consigliabile privilegiare cibi poveri di grassi, che favoriscono lo svuotamento gastrico e scegliere preparazioni semplici, come cottura al vapore, alla griglia, al forno o al cartoccio.

Nelle fasi acute, è utile suddividere l’alimentazione in 5 pasti: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena. Questa abitudine aiuta a evitare lunghi digiuni, durante i quali aumenta l’acidità dello stomaco”.

Cibi da evitare con la gastrite

In caso di gastrite è opportuno evitare alcuni alimenti che irritano la mucosa gastrica.
Tra i cibi da evitare con la gastrite rientrano:

  • alcolici, salse ricche di grassi, burro, margarina, strutto e dolci con creme.

Inoltre, in caso di gastrite è opportuno limitare:

  • bevande gassate, liquidi troppo caldi, brodi concentrati, fritti, insaccati e carni molto cotte;
  • cioccolato, agrumi, pomodoro crudo, cipolla, peperoncino, aglio, pepe e menta;
  • il grasso visibile delle carni, la frutta secca e i formaggi piccanti.

Tra i cibi da evitare con la gastrite rientra anche il pesce conservato, il quale quando affumicato o sotto sale può favorire l’infezione da Helicobacter pylori.

Anche latte e yogurt, seppur utili temporaneamente, devono essere consumati con moderazione.

Quindi, cos’altro non mangiare con la gastrite? Possono peggiorare i sintomi, infine, alimenti e bevande come:

  • caffè, tè, cola, cacao e altre bevande contenenti caffeina perché stimolano la secrezione acida.

Cosa mangiare con la gastrite?

Una volta conosciuti i cibi da evitare dobbiamo necessariamente sapere cosa mangiare con la gastrite.

Sono consigliati cereali come:

Il pane ben cotto, tostato o sotto forma di crackers e grissini è generalmente ben tollerato.

Frutta matura e verdura di stagione sono anch’esse importanti per l’apporto di vitamine e fibre.

Tra le verdure da preferire in caso di gastrite figurano:

  • finocchi, carote, zucchine e cavolo, le quali aiutano a ridurre il dolore gastrico.

Per condire è preferibile usare olio extravergine di oliva a crudo, in quantità moderate.

Per quanto riguarda la carne, sono indicate:

  • carni magre come pollo, tacchino e coniglio, e affettati magri consumati con moderazione.

Anche il pesce è consentito. Infatti, il pesce fresco garantisce un buon apporto di grassi essenziali.

Non è necessario privarsi dei formaggi in caso di gastrite. Sono infatti consigliati:

  • quelli leggeri come primo sale, fiocchi di latte, mozzarella di vacca e Grana Padano DOP un formaggio molto digeribile ricco di proteine con i 9 aminoacidi essenziali, tanto calcio e buone quantità di vitamina B12.

È, infine, importante bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, evitando grandi quantità durante i pasti. Allo scopo, sono utili anche tisane non zuccherate a base di finocchio, camomilla, malva e liquirizia.

Farmaci per la gastrite

Per quanto riguarda i rimedi farmacologici per la gastrite, espone le linee guida la Dott.ssa Laura Iorio: “Tra i farmaci per la gastrite si includono antiacidi, che riducono temporaneamente l’acidità; inibitori di pompa protonica, che diminuiscono la secrezione acida; e citoprotettori, che proteggono la mucosa. Gli antibiotici sono indicati solo in caso di infezione da Helicobacter pylori, secondo protocollo specialistico prescritto dal gastroenterologo e personalizzato per paziente.”

I consigli pratici per gestire meglio la gastrite

Per controllare la gastrite è fondamentale non fumare, poiché il fumo danneggia la mucosa dello stomaco.
I pasti dovrebbero essere consumati a orari regolari, con calma e masticando lentamente.

È consigliabile evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato e attendere almeno due ore prima di andare a letto.
Per quanto riguarda la stagionalità, la gastrite tende a peggiorare in primavera, quando aumenta la secrezione acida e si riducono le difese immunitarie; quindi, è utile prestare maggiore attenzione in questo periodo.

Dopo la fase acuta, si possono reintrodurre gradualmente alcuni alimenti per valutare la tolleranza individuale, poiché ogni persona reagisce in modo diverso. Infine, una breve passeggiata dopo i pasti favorisce la digestione e contribuisce al benessere generale.

Collaborazione scientifica

Dott.ssa Laura Iorio,

Medico specializzato in Scienze dell’Alimentazione. Dirigente Medico UOSD Nutrizione Clinica ASST Lecco

Bibliografia essenziale

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Avvertente

Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare. Le informazioni, raccomandazioni e i consigli sopracitati non vogliono essere una prescrizione medica o dietetica, pertanto il lettore non deve, in alcun modo, considerarli come sostitutivi delle prescrizioni o dei consigli dispensati dal proprio medico curante.