Consigli per alleviare il male all'anca

Male all’anca

L’articolazione dell’anca è una tra le più colpite dall’artrosi, una malattia cronico-degenerativa della cartilagine dell’anca causata dalla degradazione dei capi articolari. Questa patologia provoca, nel tempo, la progressiva usura dell’articolazione, compromettendone la funzionalità con sintomi dolorosi (comunemente riferito come mal all’anca), limitazione dei movimenti e della normale deambulazione. L’artrosi purtroppo non regredisce spontaneamente, ma possiamo adottare un corretto stile di vita per rallentare il suo decorso e seguire specifici consigli che possono alleviare il dolore all’anca.

La coxalgia è caratterizzata da un dolore tipicamente localizzato nell’inguine o, talvolta, nei glutei, con un coinvolgimento della schiena, e dalla limitazione funzionale dell’articolazione coxofemorale (articolazione dell’anca). Il dolore si avverte generalmente con il movimento, specie durante l’attività fisica e mentre si cammina. Nelle fasi più avanzate, la malattia può impedire lo svolgimento delle abituali attività quotidiane.

Escludendo i traumi gravi, le cause più comuni dei dolori all’anca riguardano:

  • l'osteoartrosi o coxartrosi (artrosi dell'anca)
  • le artriti infiammatorie, come l’artrite reumatoide;
  • le borsiti;
  • le tendiniti (o periartriti dell’anca).

La diagnosi di coxalgia viene posta dal medico ortopedico che, oltre alla valutazione clinica, prescriverà una radiografia (RX) per valutare lo stato della cartilagine e delle componenti ossee dell’articolazione (testa del femore e acetabolo).

L’adozione di uno stile di vita sano può aiutare ad alleviare i dolori dati dalla coxalgia. L’artrosi all’anca si sviluppa infatti a causa di diversi fattori, alcuni dei quali modificabili attraverso le buone abitudini, come la sedentarietà o, all’opposto, un’attività fisica esagerata, il sovrappeso e l’obesità, il vizio di fumare sigarette, etc.

I chili di troppo peggiorano i sintomi dell’artrosi dell’anca, ne favoriscono la sua progressione ed aumentano i dolori. Il danno è provocato dal sovraccarico, in quanto il peso eccessivo grava sull’articolazione, che deve lavorare di più e la cartilagine si usura precocemente. Per di più, il tessuto adiposo (grasso) produce citochine, ossia molecole infiammatorie che danneggiano ulteriormente la cartilagine e i tendini intorno all’articolazione. Per eliminare i chili in eccesso occorre svolgere regolarmente esercizio fisico e rispettare il proprio bilancio energetico, cioè introdurre solo le calorie di cui realmente necessita l’organismo.

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Per mantenere sane le nostre articolazioni occorre:

  • Consumare alimenti ricchi di vitamina A (reperibile in frutta e verdura di colore giallo-arancio e in alcuni alimenti di origine animale come il Grana Padano DOP che, in una porzione da 25 g, ne apporta 56 µg).
  • Consumare alimenti ricchi di vitamina C (reperibile nei pomodori, peperoni e broccoli crudi, negli agrumi, nei kiwi, nelle fragole, etc.). Questa vitamina si deteriora con il calore e con la luce, quindi meglio consumare frutta e verdura crude (se commestibili) e bere spremute appena fatte.
  • Consumare alimenti ricchi di vitamina E (reperibile soprattutto nei grassi, come l’olio d’oliva, gli oli monoseme, la frutta secca a guscio e i semi, quali semi di girasole, di sesamo, di zucca, etc.).
  • Consumare alimenti ricchi di acidi grassi omega 3 (reperibili nel pesce, nelle noci, nell’olio e nei semi di lino).
  • Consumare alimenti ricchi di magnesio, che si trova soprattutto nella frutta secca oleaginosa (mandorle, nocciole, noci, pistacchi, etc.) e in alcuni alimenti di origine animale, come il pesce, la carne e il Grana Padano DOP. Questo minerale contribuisce a ridurre la tensione muscolare che, a sua volta, peggiora la percezione del dolore.
  • Limitare gli alcolici, inclusi vino e birra, caffè e sale, in quanto possono ridurre l’assorbimento del calcio e favorire la decalcificazione delle ossa lunghe con un aumento del rischio di osteoporosi, fratture ossee e artrosi.
  • Evitare gli zuccheri semplici, soprattutto quelli aggiunti, e i grassi trans che, di solito, si trovano in abbondanti quantità nel junk food (cibo spazzatura tipico dei fast food) e nei cibi pronti. Gli zuccheri aggiunti si trovano invece negli snack confezionati, come merendine e dolciumi vari, nel pane in cassetta, nelle salse tipo ketchup, maionese, senape, salsa barbecue, etc. e nei topping confezionati, nelle bevande gassate e nei succhi di frutta, etc. Questi alimenti favoriscono il processo di infiammazione, oltre che l’aumento di peso.
  • Bere ogni giorno almeno 2 L di acqua, in quanto una buona idratazione è benefica per tutto l’organismo, soprattutto per articolazioni e cartilagini articolari.

La prima cosa da fare in caso di coxalgia è evitare la sedentarietà, poiché l’inattività fisica porta, nel tempo, all’irrigidimento dell’articolazione con conseguente dolore al movimento. Inoltre, la sedentarietà causa una carenza di liquido sinoviale, cioè il fluido che lubrifica le nostre articolazioni. Non è quindi affatto vero che con l’artrosi bisogna muoversi il meno possibile! D’altra parte, però, non bisogna neanche esagerare, perché un’attività fisica eccessiva che sovraccarica l’anca, come alcuni esercizi con i pesi, non aiuta la salute delle articolazioni. Queste ultime, infatti, se sollecitate eccessivamente da un’attività sportiva intensa, si usurano, soprattutto se in presenza di malformazioni dell’anca. Dopo i quarant’anni, inoltre, attività come calcio, calcetto, corsa, tennis, etc., se praticate intensamente e frequentemente, tendono a danneggiare le articolazioni perché richiedono movimenti ripetitivi e prolungati nel tempo.

Per questo è importante scegliere lo sport giusto, che non carichi eccessivamente le articolazioni, come:

Consigliate anche le passeggiate, un’attività comoda soprattutto per gli over 65 e ideale per mantenere attive le articolazioni. In generale, è buona abitudine raggiungere un minimo di 150 minuti di esercizio fisico a settimana, ottimali 300 minuti.

Su indicazione del proprio medico e con l’aiuto del fisioterapista, è possibile definire un programma personalizzato di esercizi mirati al rafforzamento dei muscoli che sostengono l’anca, mantenendoli così in buono stato e migliorando le prestazioni fisiche e la mobilità articolare. Di solito, i punti deboli non sono localizzati nell’articolazione dell’anca, quanto piuttosto nelle parti molli che circondano l’articolazione. Per questo motivo l’allenamento personalizzato dovrebbe includere esercizi di distensione, di potenziamento dei muscoli che sostengono l’anca e di stabilizzazione dell’articolazione coxofemorale. Clicca qui se vuoi seguire un allenamento mirato per la salute delle tue articolazioni.

Inizialmente, la terapia dell’artrosi si avvale di farmaci antinfiammatori divisi in steroidei (cortisone e derivati) e non steroidei (FANS principalmente), che alleviano il dolore mediante la riduzione dell’infiammazione. Si può però ricorrere anche alle terapie fisiche: la ionoforesi con antinfiammatori, la laserterapia, la magnetoterapia, la radarterapia, gli ultrasuoni, la tecarterapia, etc. Un’altra possibilità terapeutica può essere l’iniezione diretta all’interno dell’articolazione di sostanze medicamentose, cioè derivati di antinfiammatori cortisonici a lunga durata di azione o formulazioni che restituiscono temporaneamente la viscoelasticità del liquido sinoviale. Se tali soluzioni terapeutiche non dovessero essere sufficienti, lo specialista potrà consigliare di ricorrere alla chirurgia (artroscopia dell’anca o protesi).

Supervisione Scientifica
Dott.ssa Laura Iorio, medico specializzato in Scienze dell’Alimentazione.